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Georges Bizet
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Georgescite-ref-1[1] Bizet /ʒɔʁʒ biˈzε/, nato Alexandre-César-Léopold Bizet (Parigi, 25 ottobre 1838 – Bougival, 3 giugno 1875) è stato un compositore e pianista francese.
Considerato come uno dei più grandi musicisti francesi insieme a mwcgClaude Debussy e a mwcwMaurice Ravel, dopo una lunga serie di insuccessi, ha ottenuto un riconoscimento tardivo grazie alla sua mwdaopera più famosa, mwdqmwdgCarmen, applaudita come capolavoro solo sei mesi dopo la sua prematura morte e diventata una delle opere più rappresentate al mondo.cite-ref-2[2]
Contents
• Note
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Biografia
La formazione
Bizet trascorre l'infanzia in un ambiente economicamente modesto ma musicalmente vivo: il padre Adolphe e lo zio François Delsarte esercitano la professione di maestro di canto, la zia Charlotte Delsarte, un'ex allieva di mwhwCherubini, insegna mwiasolfeggio al Conservatorio, la madre Aimée, una buona pianista. Pur rivelando subito una prodigiosa memoria e una grande facilità nella lettura a prima vista, tuttavia, il piccolo Bizet sembra attratto più dalla mwiqletteratura e dalle mwigarti figurative che dalla mwiwmusica.
A nove anni inizia a prendere lezioni da mwjqAntoine-François Marmontel e nel 1848 entra al Conservatorio di mwjgParigi, dove studia composizione e fuga con mwjwPierre-Joseph-Guillaume Zimmermann e, dopo la morte del maestro (1853), con mwkaJacques Fromental Halévy (suo futuro suocero e zio del librettista di mwkqmwkgCarmen). È allievo anche di mwkwCharles Gounod, che spesso sostituì Zimmermann, con il quale instaura ben presto un rapporto di stima e collaborazione professionale destinato a durare nel tempo: anche se criticherà taluni atteggiamenti del maestro, Bizet non riuscirà mai a sottrarsi alla sua influenza.
Fra le composizioni del giovane allievo spicca la mwlqSinfonia in do maggiore (1855), che egli non renderà mai pubblica: l'mwlgautografo sarà ritrovato solo nel 1933 e la prima esecuzione, nel 1935, sarà una vera rivelazione, soprattutto per la straordinaria freschezza melodica, più italiana che francese: qualità che caratterizzerà anche in futuro i suoi lavori migliori.
Il Prix de Rome
Si avvicina il momento di uscire dall'ambiente del Conservatorio e di misurare le proprie forze in un concorso che costituisce una sorta di passaggio obbligato per i giovani artisti francesi del tempo: il mwmqPrix de Rome. Fallito il primo tentativo di vincere l'ambito premio, Bizet invia a un concorso bandito da mwmgJacques Offenbach un'operina buffa, briosa e spontanea: mwmwLe docteur Miracle, su testo di mwnaLudovic Halévy e Léon Battu. La giuria, quanto mai prestigiosa, è composta da personalità quali mwnqAuber, mwngThomas, Gounod e mwnwScribe. Il primo premio viene assegnato mwoaex aequo a Bizet e a mwoqCharles Lecocq e le due operine vanno in scena nell'aprile del 1857 al mwogThéâtre des Bouffes-Parisiens dirette da Offenbach. Il buon successo introduce il giovane compositore nei salotti mondani della Parigi musicale: Bizet frequenta le riunioni del venerdì sera organizzate da Offenbach e quelle del sabato sera nella bella casa di mwowRossini, che ha per lui parole di lode e incoraggiamento, e vi incontra alcuni protagonisti della vita musicale parigina come mwpaFranz Liszt e mwpqCamille Saint-Saëns. Nello stesso anno affronta per la seconda volta il mwpgPrix de Rome e ottiene il massimo dei voti con la cantata d'obbligo mwpwClovis et Clotilde, che viene eseguita con successo nell'ottobre 1857.
Non ancora ventenne, Bizet parte per mwqqRoma. Il regolamento del mwqgPrix assegna ai vincitori una pensione quinquennale, chiedendo in cambio la presentazione di una o più composizioni all'anno, gli mwqwenvoies, strutturati secondo regole ben precise. A mwraVilla Medici, sede dell'mwrqAccademia di Francia a Roma, dopo un breve periodo di spaesamento, il giovane compositore si ambienta felicemente e, grazie al successo ottenuto come pianista, si introduce nei salotti della buona società capitolina. È forse questo il periodo più sereno e felice della sua breve vita: nemmeno le prime avvisaglie della malattia che tormenterà tutta la sua esistenza – una brutta forma di mwrgangina pectoris – riescono a turbarlo.
Bizet sceglie per il suo primo mwsaenvoi un mwsqlibretto sulla falsariga del mwsgmwswDon Pasquale di mwtaDonizetti: mwtqDon Procopio. Anche se la commissione giudica positivamente il lavoro, il giovane autore confessa a Gounod i propri dubbi e la propria insicurezza, un sentimento che lo accompagnerà tutta la vita. Quale secondo mwtgenvoi, scartata l'idea di una sinfonia e di un'opera religiosa, spedisce a Parigi un'ode sinfonica, mwtwVasco de Gama.
Il ritorno a Parigi
Nel settembre del 1860 Bizet torna a Parigi. Già da tempo ha espresso il desiderio di vivere da solo, ma ora le gravissime condizioni di salute della madre glielo impediscono. Nella primavera del 1861 assiste alla scandalosa prima parigina del mwugmwuwTannhäuser di mwvaWagner e si schiera con gli entusiastici estimatori del tanto discusso compositore tedesco. Nonostante il giudizio estremamente positivo di Liszt sulle sue doti di pianista, Bizet persiste nel rifiuto di intraprendere la carriera di concertista, caldeggiata dalla madre. Per il terzo e il quarto mwvqenvoi compone alcune opere strumentali – andate perdute come molti altri suoi lavori – e un'mwvgopéra-comique: mwvwLa Guzla de l'Émir.
Il 1862 è un anno difficile: dopo gli anni di Roma, così ricchi di stimoli e speranze, la ripresa della vita parigina si rivela povera di novità e sostanzialmente deludente. Profondamente abbattuto e assillato da gravi difficoltà economiche, Bizet è costretto a scrivere all'editore Choudens: «Prometto che farò qualsiasi cosa – mwwqpolke, ballabili, mwwgquadriglie, correzione di bozze, trascrizioni firmate e non firmate». Mentre lavora con scarsissimo entusiasmo alla vasta mwwwpartitura di mwxaIvan IV, un mwxqmwxgGrand-opéra in cinque atti che gli era stato affidato da Gounod, il direttore del mwxwThéâtre Lyrique, mwyaLéon Carvalho, gli commissiona, per l'autunno del 1863, un'opera di ambiente mwyqesotico, mwygmwywLes Pêcheurs de perles; il lavoro viene accolto con discreto favore dal pubblico nonostante un libretto assurdo e scombinato. La critica è però divisa e i numerosi detrattori accusano il compositore di enfasi e patetismo e si scagliano contro le «bizzarrie armoniche» e gli «effetti violenti degni della nuova Scuola Italiana». Fra le poche voci favorevoli vi sono quelle di mwzaHector Berlioz e mwzqLudovic Halévy. Dopo diciotto repliche quest'opera, melodicamente generosa e timbricamente suggestiva, viene tolta dal cartellone: rivedrà le scene solo dopo la morte del suo autore.
Bizet è costretto a guadagnarsi da vivere dando lezioni private e svolgendo lavori onerosi e sgradevoli (trascrizioni per mwzwpianoforte, letture di spartiti, mwaaarrangiamenti) e a comporre opere di poco conto. Svanita la speranza di rappresentare mwaqIvan IV al Théâtre Lyrique e falliti i contatti con l'Opéra, è colto da una profonda depressione e da quella mania di persecuzione che lo accompagnerà per il resto della vita. Per isolarsi si rifugia spesso in campagna, in una villetta fatta costruire dal padre.
Nel 1866 una provvidenziale commissione di Carvalho – l'invito a scrivere un'opera tratta da un romanzo di mwawWalter Scott, mwbaLa jolie fille de Perth – risolleva lo sfiduciato artista. Nonostante il pessimo libretto, Bizet compone la nuova partitura velocemente (i suoi lavori migliori saranno sempre scritti in fretta, senza dubbi o esitazioni) e contemporaneamente scrive una serie di mwbqmélodies per voce e pianoforte, tra le quali spicca mwbgLes adieux de l'hostesse arabe. La nuova opera va in scena il 26 dicembre 1867 con successo, ma la critica lamenta la presenza di un certo «wagnerismo». A quest'accusa, più volte ingiustamente mossa al compositore francese e, in generale, ai giovani musicisti del tempo, Bizet risponde in maniera alquanto radicale: «S'intende che se mi rendessi conto di imitare Wagner, non scriverei più una nota in vita mia, e questo malgrado la mia ammirazione per lui. L'imitazione è una cosa da sciocchi: è molto meglio scrivere brutta musica propria, che brutta musica rifatta sullo stile di altri. E più il modello è bello, più l'imitazione è ridicola».
Il matrimonio con Geneviève Halévy
Nell'estate del 1867 l'eclettico musicista inizia a collaborare con la «Revue Nationale et Etrangère». Le sue critiche musicali, piene di ardimento e di schiettezza, rivelano autentiche doti letterarie, confermate dagli mwcqepistolari. Nell'autunno la sua vita privata giunge a una svolta fondamentale, Georges incontra una «ragazza adorabile», Geneviève Halévy, secondogenita del suo ex insegnante. L'ostilità della famiglia della ragazza (che vede in lui un mwcgmwcwbohémien, un artista senza avvenire), i frequenti attacchi di mwdaangina pectoris e la continua lotta per sopravvivere e lavorare in un ambiente corrotto e infido sono all'origine della profonda crisi spirituale che colpisce il compositore e di quello scetticismo disincantato che diverrà una costante del suo pensiero.
La sua musica registra i segni della crisi e del cambiamento: ne mwdgLa coupe du Roi de Thulé (di cui ci sono pervenuti solo alcuni frammenti), compare per la prima volta, nel personaggio di Mirra, quell'immagine di mwdwfemme fatale che sarà al centro dei suoi lavori più celebri e maturi: mweamweqL'Arlésienne e mwegmwewCarmen.
Finalmente, nel giugno del 1869, Bizet ottiene il consenso a sposare Geneviève, che gli darà un figlio, Jacquescite-ref-3[3]. Ma l'unione, iniziata felicemente, si deteriorerà ben presto a causa dell'instabilità mentale della ragazza, gravata da una funesta tara familiare. Sommerso dagli obblighi familiari, Bizet attraversa un periodo professionalmente dispersivo: i progetti si accavallano e sovente sfumano nel nulla, lo scoppio della mwgqguerra franco-prussiana del mwgg1870 e l'insurrezione della mwgwComune nel marzo del mwha1871 lo sconvolgono: decide di schierarsi contro i rivoluzionari (come la maggior parte degli intellettuali e artisti francesi dell'epoca), arruolandosi nella Guardia nazionale e passando quattro mesi di assedio tra privazioni e difficoltà. Dopo la spietata e orribile repressione della Comune, Bizet si dichiara a disposizione del nuovo governo, ma viene praticamente messo alla porta. Accoglie comunque con entusiasmo la proclamazione della mwhqTerza Repubblica, ma si allontana da Parigi per rifugiarsi in campagna a mwhgLe Vésinet.cite-ref-corapi-4-0[4] Alla fine della guerra, cioè sempre nel 1871, compone una delle opere più belle del repertorio pianistico a quattro mani: la serie di dodici pezzi mwiwJeux d'enfants, da cui ricava una mwjasuite per orchestra, e nell'estate scrive rapidamente, su invito dell'mwjqOpéra-Comique, un'opera in un atto, mwjgmwjwDjamileh, tratta dal poema amoroso di mwkaAlfred de Musset mwkqNamouna. L'esito della prima (22 maggio 1872) non fu soddisfacente e, nonostante la suggestione delle esotiche invenzioni musicali, la nuova opera avrà solo undici repliche raccogliendo soprattutto critiche negative. Ma questa volta il musicista sente di aver trovato la strada giusta: sta per iniziare la sua ultima, fertile stagione creativa.
Le musiche di scena per L'Arlésienne di Daudet
Il 1872 è un anno felice: il 10 luglio Geneviève dà alla luce Jacques, l'unico figlio della coppia, e Carvalho – che dopo il fallimento del Théâtre Lyrique dirige il mwlwThéâtre du Vaudeville – commissiona a Bizet le musiche di scena per un dramma di mwmaAlphonse Daudet: mwmqL'Arlésienne. La collaborazione fra il poeta e il musicista si rivela subito felice sia sul piano artistico che su quello umano: per la prima volta Bizet ha a che fare con un testo di grande valore e con una vicenda che lo emoziona per la sua autentica drammaticità. L'esito della prima (1º ottobre 1872) però delude le aspettative dei due artisti. Messa in scena all'ultimo momento in sostituzione di un altro lavoro, mwmwL'Arlésienne viene eseguita davanti ad un pubblico mal disposto e chiacchierone. Bizet ricava dalla sfortunata partitura una suite per grande orchestra, che ottiene un grande successo nel novembre dello stesso anno. Una seconda Suite sarà compilata, dopo la morte del compositore, da mwnaErnest Guiraud.
Gli ultimi anni: Carmen
Tra il mwpw1873 e il mwqa1875 Bizet lavora alla mwqqmwqgCarmen, il suo capolavoro, opera affascinante per la ricchezza dell'invenzione musicale, il melodismo morbido e sensuale, la duttilità dell'armonia, la leggerezza delle danze e degli elementi folklorici. Un'opera che avrà fra i suoi più entusiastici ammiratori mwqwFriedrich Nietzsche, mwraPëtr Il'ič Čajkovskij, mwrqGiacomo Puccini, mwrgJohannes Brahms e più tardi il giovane mwrwSigmund Freud.
Ma il soggetto, tratto da una novella di mwsqProsper Mérimée e ambientato nella mwsgSpagna degli mwswzingari e dei mwtatoreri, suscita un forte scandalo e all'esito deludente della "prima" (3 marzo 1875) fa seguito la reazione aspra e violenta della stampa. Il fragile sistema nervoso di Bizet ne è profondamente turbato. Ad aggravare la situazione sopravviene un violento attacco di mwtqangina con mwtgcrisi di soffocamento, tanto che il trentasettenne compositore è costretto su una sedia a rotelle. Il 28 maggio 1875 parte con Geneviève per mwtwBougival dove, rinfrancato da un paio di giorni di tranquille passeggiate, si concede un bagno nel fiume: un'imprudenza che gli provoca un accesso di mwuafebbre reumatica e una mwuqcrisi cardiaca. Il 2 giugno la crisi pare superata. La sera all'Opéra-Comique va in scena la trentatreesima replica di mwugCarmen; nella notte Bizet muore (3 giugno mwuw1875). Sulle cause del decesso la famiglia fornisce versioni contrastanti: non è stato mai chiaro se Bizet sia morto di un mwvaattacco di cuore, di angina o se la grave mwvqdepressione l'abbia portato al mwvgsuicidio.
I funerali si svolsero il 5 giugno a Parigi, nella mwwaChiesa della Sainte-Trinité a mwwqMontmartre, alla presenza di quattromila persone tra cui molti compositori quali Massenet, Gounod e Thomas. mwwgCélestine Galli-Mariè, quando seppe della morte del compositore, ebbe un malore, ma riuscì a cantare la stessa sera la replica della mwwwCarmen. Il musicista venne sepolto al mwxaCimitero di Père-Lachaise, durante la cerimonia Gounod pronunciò l'orazione funebre.
Personalità artistica
Scorrendo il catalogo dei lavori di Bizet – diviso in opere teatrali, composizioni per orchestra, per pianoforte, mwxwda camera e vocali – si è colpiti dal fatto che molti di essi sono rimasti allo stadio di progetto, e che parecchi di quelli finiti non sono mai stati eseguiti o sono rimasti inediti. L'analisi musicologica è ancora lontana dal chiarire molti dubbi e interrogativi sulle opere del musicista, sul suo singolare eclettismo e soprattutto sulla discontinuità della sua evoluzione artistica.
Per esorcizzare le sue paure, Bizet cercò spesso il consenso e la simpatia del pubblico seguendo strade e modelli non congeniali alla sua natura (il grand-opéra, le composizioni dai toni epici) o subì l'influenza di musicisti dalla personalità poco spiccata o comunque lontana dalla sua, come nel caso di Gounod. Solo alla fine della sua breve vita egli seppe trovare il suo autentico mwyqlinguaggio in quelli che sono unanimemente giudicati i suoi capolavori teatrali: mwygL'Arlésienne e mwywCarmen. In queste due partiture emergono le caratteristiche salienti della sua arte: un'arte chiara, incisiva sia nella resa drammatica che nei valori puramente musicali.
Sul piano prettamente musicale le opere di Bizet rivelano la presenza di una ricca, spontanea vena melodica e un'assoluta padronanza della tavolozza orchestrale: i toni leggeri e trasparenti dello strumentale, fondendosi con i ritmi sinuosi e le squisite armonie, evocano in modo vivo e palpabile atmosfere esotiche e ambienti popolareschi, senza mai cadere nel descrittivismo e nella maniera. mwzqRichard Strauss raccomandava ai suoi allievi: «Se volete imparare la strumentazione non studiate le partiture di Wagner ma quella di mwzgCarmen. Che meravigliosa economia, ogni nota e ogni pausa sono al posto giusto.»cite-ref-corapi-4-1[4]
Pur senza essere un rivoluzionario, Bizet fu a suo modo un innovatore e contribuì in modo decisivo all'evoluzione del teatro d'opera europeo, di quello francese e mw1aitaliano soprattutto. In particolar modo con mw1qCarmen, anche in virtù del soggetto atto a stimolare quelle che furono sempre le sue emozioni più autentiche, egli seppe infondere in un genere languente come l'opéra-comique una vitalità nuova. E che questo risultato sia stato raggiunto senza rinunciare a quel rigore stilistico, acquisito nei lunghi anni di apprendistato giovanile, è un altro merito che va riconosciuto a questo musicista elegante e geniale, capace di conquistare l'animo dell'ascoltatore più ingenuo e contemporaneamente di incantare l'intellettuale e il musicista più raffinato.
Opere teatrali
Tra parentesi la data della prima rappresentazione
• mw2gmw2wLa maison du docteur (1855) mw3aopéra-comique
• mw3gmw3wLe docteur Miracle (1857) mw4aoperetta
• mw4gmw4wDon Procopio (1859) mw5aopera buffa
• mw5gL'amour peintre (1860) (progetto incompiuto, forse distrutta dall'autore) opéra-comique (da mw5wMolière)
• mw6qmw6gIvan IV (1864) mw6wopera lirica
• mw7qLa guzla de l'Émir (1862) (forse distrutta dall'autore) opéra-comique
• mw7wmw8aLes Pêcheurs de perles (1863) opera lirica
• mw8gmw8wLa bella fanciulla di Perth (1867) opera lirica
• mw9qLa Coupe du Roi de Thulé (1868-1869) (incompiuta e parzialmente perduta) opera lirica
• mw9wSol-si-ré-pif-pan (1872) (incompiuta, forse distrutta) operetta
• mw-qmw-gDjamileh (1872) opéra-comique
• mwaqeDon Rodrigue (1873) (incompiuta) opera lirica
• mwaqmmwaqqCarmen (1875) opéra-comique
Composizioni per orchestra
Tra parentesi la data di composizione
• mwaqkOuverture in La minore (ca. 1855)
• mwaqsmwaqwSinfonia in Do maggiore (1855)
• mwaq4Sinfonia (1859, due versioni entrambe distrutte dall'autore)
• mwaraScherzo e Marche funèbre in Fa minore (1860-61)
• mwariLa Chasse d'Ossian, ouverture (1861, perduta)
• mwarqmwaruRoma, Sinfonia in Do maggiore (1860-68, rivista nel 1871)
• mwarcMarche funèbre in Si minore (1868-69)
• mwarkPetite suite (versione orchestrale di 5 pezzi di mwaroJeux d'enfants per pianoforte a 4 mani, 1871)
• mwarwL'Arlèsienne, suite dalle musiche di scena per il dramma di Daudet (1872 - la suite n. 2 è di mwar0Ernest Guiraud e include un pezzo da mwar4La Jolie fille de Perth)
• mwasaPatrie, ouverture (1873)
Composizioni per pianoforte
Tra parentesi la data di composizione
• mwasuValse in Do maggiore (op. giovanile)
• mwascThème brillant in Do maggiore (op. giovanile)
• mwaskRomance sans paroles in Do maggiore (op. giovanile)
• mwassCaprice original n. 1 in Do diesis minore (1851)
• mwas0Caprice original n. 2 in Do maggiore (1851)
• mwas8Méditation religieuse in Do maggiore (1852)
• mwateRomance sans paroles in Do maggiore (1852)
• mwatmCasilda polka-mazurka in Do maggiore (1852)
• mwatuGrande valse de concert in Mi bemolle maggiore (1854)
• mwatcNocturne in Fa maggiore (1854)
• mwatkTrois esquisses musicales (1858mwato ? - originariamente per mwatsharmonium)
• mwat0Chasse fantastique (1865mwat4 ?)
• mwauaChants du Rhin, 6 pezzi ispirati a poesie di mwaueJoseph Méry (1865)
• mwaumMarine (La chanson du matelot, souvenir d'Ischia) (1868)
• mwauuVariations chromatiques de concert (1868)
• mwaucNocturne in Re maggiore (1868)
• mwaukPromenade au clair de lune, Causerie sentimentale, Troisième danse (1868)
• mwausmwauwJeux d'enfants, 12 pezzi per pianoforte a 4 mani (1871)
Note
cite-note-11. ↑ Il nome di Georges fu imposto all'atto del battesimo, il 16 marzo 1840, mentre all'anagrafe il bambino venne iscritto con gli altri nomi; il nome di Georges venne subito usato da famigliari, amici e nel mondo intero; cfr. Dean, 1975, pag. 1 ed.italiana 1980, EDT.
cite-note-22. ↑ La Nuova Enciclopedia della Musica, Garzanti Editore, Milano, 1983
cite-note-33. ↑ Sia la moglie che il figlio furono ritratti da mwavkJules-Élie Delaunay
cite-note-corapi-44. ↑ Giorgio Corapi, mwav8Invito all'ascolto di Bizet, Milano, Mursia, 1992
Bibliografia
• Laura Abbatino, mwawmNietzsche tra Wagner e Bizet, PensaMultimedia, Lecce 2007. ISBN 978-88-8232-528-2.
• Giorgio Corapi, mwawyInvito all'ascolto di Bizet, Mursia, Milano 1992 - ISBN 88-425-1223-0.
• Mina Curtiss, mwawkBizet and his World, Londra, Secker & Warburg, 1958
• mwawsWinton Dean, mwawwBizet, EDT, Torino 1980 (titolo originale, mwaw0Georges Bizet, his life and works, mwaw4Londra 1948, terza edizione 1974) - ISBN 978-88-7063-013-8.
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itBizet, Georges, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefbritannica-com(EN) Martin Du Pré Cooper, Georges Bizet, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefliber-liberOpere di Georges Bizet, su Liber Liber.
• citerefmlolOpere di Georges Bizet / Georges Bizet (altra versione), su MLOL, Horizons Unlimited.
• citerefopen-library(EN) Opere di Georges Bizet, su Open Library, Internet Archive.
• citerefgoodreads(EN) Georges Bizet, su Goodreads.
• (EN) Georges Bizet (musica per videogiochi e anime), su VGMdb.net.
• Georges Bizet, in Archivio storico Ricordi, Ricordi & C.
• (EN) Spartiti o libretti di Georges Bizet, su International Music Score Library Project, Project Petrucci LLC.
• (EN) Georges Bizet, su AllMusic, All Media Network.
• (EN) Georges Bizet, su Discogs, Zink Media.
• (EN) Georges Bizet, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
• (EN) Georges Bizet, su Genius.com.
• (EN) Georges Bizet, su MyAnimeList.
• Georges Bizet, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
• (EN) Georges Bizet, su IMDb, IMDb.com.
• (EN) Georges Bizet, su AllMovie, All Media Network.
• (EN) Georges Bizet, su AFI Catalog of Feature Films, American Film Institute.
• (EN) Georges Bizet, su Internet Broadway Database, The Broadway League.
• (DE, EN) Georges Bizet, su filmportal.de.
• (EN) Georges Bizet, su StarTrek.com, CBS Studios (archiviato dall'url originale il 1º aprile 2023).
• mwaxyAnother Carmen mwaxcArchiviato il 20 febbraio 2009 in Internet Archive. Balletto liberamente ispirato a Carmen di G. Bizet
• mwaxoThe Lied and Art Song Texts Page Testi originali musicati da Bizet con traduzioni in varie lingue.